Le donne forti che ci hanno ispirato nelle serie tv

Wonder women

Le donne hanno da sempre avuto un ruolo fondamentale nella produzione audiovisiva, tanto che, prima di di ottenere il diritto di voto, molte attrici erano già diventate dive note in tutto il mondo.  E non stiamo parlando di bellezze portate al successo per appagare lo sguardo maschile, anzi! Sono molte le figure iconiche di donne che vengono in mente:  Maria di Metropolis, Ellie in Accadde una notte o Holly in Colazione da Tiffany, bellissime ma anche audaci, anticonvenzionali, pericolose.

Sullo schermo spuntano nuove figure femminili che la natura stessa delle serie tv premette di svelare e far apprezzare con maggiore profondità. Pensiamo come da Sex and the city, Gilmore girls, Desperate Housewives,che hanno fondato il loro successo sul seguire passo passo un cast tutto al femminile, i personaggi di donne si sono sempre più disarticolati dal loro clichè diventando la tanto odiata Skylar di Breaking Bad, l’agente Carrie Mathison di Homeland o Dolores di Westworld.

In questo articolo vogliamo quindi parlarvi delle donne che più ci hanno ispirato e fatto riflettere per il loro ruolo all’interno di alcune note serie tv.

 

Lady Mary Crawley (Downton Abbey)

All’interno della famiglia Crawley, protagonista della serie inglese Downton Abbey (dramma BBC ambientato nell’Inghilterra dei primi anni ‘20 del Novecento), Mary è la figlia maggiore e ricopre, fin dalla prima stagione, un ruolo molto importante nelle dinamiche narrative. Sceneggiatore della serie è Julian Fellowes, premio Oscar in grado di far evolvere i suoi personaggi facendoli scoprire poco alla volta. Mary all’inizio della serie appare come una donna forte, in certi momenti quasi crudele e che all’apparenza mostra molta freddezza nei confronti delle persone intorno a sé. Con il passare delle stagioni e con la scoperta dell’amore emergono la sua sensibilità e la sua debolezza che all’inizio venivano nascosti dagli atteggiamenti severi.

Ed è proprio questo viaggio nella sua vulnerabilità  che la rende un personaggio particolare e ben costruito. Una figura femminile che parte dal nascondere le proprie emozioni con la durezza, e arriva ad aprirsi, ad accettare che non tutto il mondo è contro di lei e a capire che l’amore è l’unica via di salvezza.

 

Poussey Washington (Orange is the new black)

Se si parla di mondo femminile nelle serie non si può non parlare di Orange is the New Black. La prigione di Litchfield è un mosaico di donne, dalla più folle alla più buona, tutte costrette a convivere insieme in un carcere. All’interno di quest’ultima categoria, la più amata è senza dubbio Poussey. Un personaggio molto diverso dagli altri, per la sua bontà e il suo ottimismo che hanno dato speranza fin dalla prima stagione in un ambiente difficile come quello della prigione.

Il suo totale bisogno di amore, la sua fedeltà verso le amiche e quel pizzico di follia che non fa mai male, sono tra i molti elementi che hanno reso il suo un personaggio unico. Il suo percorso ha avuto un finale doloroso che, nel bene e nel male, ha aumentato il suo impatto sugli spettatori. E proprio per questo il suo ottimismo e la sua sensibilità rimarranno a lungo un punto di riferimento e di ispirazione nel cuore di molte persone.

 

Diane (Bojack Horseman)

In un mondo come quello di Bojack Horseman è quasi impossibile immedesimarsi in qualcuno, sono tutti fuori di testa. Eccetto Diane. Si presenta come una donna dedita al suo lavoro di ghostwriter, semplice e gentile, che non ha paura di dire le cose come stanno ma cerca anche di ascoltare il suo cliente, la star in fallimento che vuole pubblicare un libro di memorie, finendo per ricoprire quasi un ruolo di psicologa.

Lei sembra essere l’unico punto fermo nella vita in declino del protagonista, ma non è così. La cosa più interessante di Diane è che pur essendo un personaggio propositivo e che prova a farcela, in realtà nell’animo soffre come tutti gli altri personaggi. Cerca solo di non mostrarlo. La sua forza nel reagire alla vita è d’ispirazione, nonostante prenda una piega comica se messa a confronto con la dissolutezza del mondo in cui vive.

 

Arianna (Boris)

In questo caso l’ispirazione di cui si parla è un po’ diversa. Nella serie tv italiana Boris, che ci svela il mondo dietro le quinte delle fiction, uno dei punti di forza è l’estremizzazione dei personaggi, che ricoprono ognuno un ruolo nella produzione. Tra il regista frustrato perché il suo talento è sprecato in un prodotto di bassa qualità e gli attori capricciosi e lunatici si muove il personaggio di Arianna, l’assistente di produzione: una figura nascosta del mondo del cinema che si occupa di far funzionare tutto come un orologio svizzero.

All’inizio della serie sembra che Arianna sia una delle poche a tenere al lavoro che fa, e per questo riesca a sopportare tutti gli screzi, i problemi e le avversità con forza e determinazione. Ben presto però scopriamo un aspetto di lei che contraddice bruscamente il suo lavoro: è insicura. Il lavoro che fa è probabilmente tutto quel che le è rimasto, rispecchia solo parzialmente i suoi sogni e le procura un grave stress che somatizza in pianti solitari e ridicole espressioni di disappunto durante il lavoro. Pur essendo colei che sostiene tutta la produzione in realtà è debole e assoggettata alle influenze esterne, e più la scopriamo meno ci piace. Senza contare che ha persino votato Berlusconi “qualche volta”.
Siamo curiosi di sapere quali sono le donne delle serie tv che più vi hanno dato ispirato e/o disperato?

di Arianna Vietina e Elisa Biagiarelli

Posted on March 7, 2017 in Serial Madness

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