TECH REVIEW #2 – Cinegame

cinegame

Cine-games è solo una parola, un’ipotesi di quello che potrebbe essere una nuova forma d’intrattenimento. Tech review si propone di gettare lo sguardo al futuro e porre interrogativi al presente tecnologico. È davvero possibile unire due mezzi d’intrattenimento cosi diversi come cinema e videogame?

Sarebbe una figata! Come?

il-portico-del-vecchio-municipio-di-orta-adattato-a-cinematografo-nel-1909Per capirlo dobbiamo tornare agli albori del cinema e capire perché è strutturato come lo conosciamo oggi. Prima di Netflix, prima dei multisala, prima dei piccoli cinema di paese esistevano i cosiddetti cinematografi ambulanti. Quando i famosi fratelli Lumière nel 1895 cominciarono a vendere il loro apparecchio chiamato Cinématographe, una macchina da presa a pellicola che fungeva anche da proiettore, nacquero dei veri e propri baracconi mobili che soppiantarono altri sistemi d’intrattenimento visivo (Lanterne magiche, Stereoscopio ecc). Il successo di questa tecnologia all’epoca fu, da un lato dovuto all’illusione perfetta di una realtà riprodotta su uno schermo, e dall’altro dalla improvvisa possibilità di conoscere mondi lontani. Ben presto questa secondo aspetto passò in secondo piano con l’invenzione della finzione filmica.

Ok, ma i videogame che centrano?

I videogames hanno una storia relativamente recente, se consideriamo la rapida ascesa dei supporti tecnologici ci accorgiamo che la forma odierna è stata pesantemente influenzata dal mondo del cinema. Ci sono titoli sui cui si potrebbe fare un’analisi approfondita scoprendo una profondità inaspettata, ma di questo parlerò nel prossimo articolo.

Ma i film non sono videogame.

In comune hanno il concetto di storia tramite l’immagine in movimento, per cui alla base sono simili, ma diversi sono gli scopi.

Se in passato le persone cercavano la meraviglia di vedere un posto lontano, ora possiamo provare l’ebrezza di una corsa in automobile o il fascino di una sparatoria senza danni. Il cinema è sopravvissuto all’avvento della televisione, ha retto all’arrivo di internet, il fascino della sala è sempre alto. La totale immedesimazione ha sempre il suo fascino ed è per questo che c’è bisogno di un evoluzione, come furono una rivoluzione il sonoro o le pellicole e colori.

Ci hanno già provato con il 3D

La stereoscopia è vecchia quanto il cinema, e non hai mai preso piede veramente. Non rispecchia il comportamento dell’occhio umano, la messa a fuoco è utilizzata per indirizzare lo sguardo sul soggetto, ma è una foratura visiva che poco inganna la mente di chi guarda.

Ci vuole più immersione, ma a un costo ragionevole. La realtà virtuale sta esplodendo e potrebbe essere il prossimo tassello evolutivo. E qualche passo lo stanno cominciando a fare.

Si ma che palle sempre con degli occhiali addosso devi stare.

Tante grandi aziende stanno puntando su visori: Zuckemberg con Oculus, Microsoft con Hololens, Samsung con Gear e molti altri si stanno velocemente adeguando. Si vedono chiaramente i fili ma non la marionetta. Dubito che sale come quella nuova a venezia possano svilupparsi, ma gli investimenti non sono stati fatti per nulla.

Lytro sembra andare nella direzione di ripresa iperrealistica, e questo potrebbe far scomparire per sempre l’idea di occhialini 3D, ma è ancora presto per dirlo.

I videogame offrono immedesimazione massima, la realtà virtuale da agli occhi ciò che la mente desidera vedere. Si spara, si combatte, si vola e tutto sembra attorno a noi, siamo dentro l’azione i prima persona. E ora partono una serie di quesiti su cui si potrebbe discutere a lungo. Il cinema andrà incontro ad una digitalizzazione? Sarà un posto su internet dove collegarsi con gli amici e giocare ad un film? Oppure si tratterà di una forma di intrattenimento nuova? Cosa sarebbe se le storia potesse avere diversi finali a seconda delle scelte degli spettatori? Quanti binari si potrebbero creare? il messaggio e l’autorialità delle opere andrebbero perdute? E ancora, se cominciassero a vendere lenti a contatto particolari dove in cinema sferici c’è un film avventura interattivo?

Senza dilungarmi nella fantascienza, un ipotetico cinegame non sembra poi così distante. Tuttavia la forma rimane un mistero.

Si chiama Gardaland!

No perché deve essere alla portata di tutti, senza particolari limitazioni. Siamo di fronte ad una teoria, ma manca ancora il mezzo tecnologico. Il visore desta una curiosità blanda in certe persone, deve offrire qualcosa di inedito. Ok in soldoni sembra una lan party cinema.

cinegame2Un video, che sia un film, una serie o un talk show sono tutti vincolati dal linguaggio del montaggio. Unendo diverse inquadrature si creano delle frasi visive comprensibili dalla maggioranza delle persone. Ma l’inquadratura o messa in quadro è frutto di un lavoro di inclusione ed esclusione del quadro. La cornice detta cosa vedere e cosa no. Una ripresa a 360 gradi non ha cornici. Immaginate The Hateful Eight in realtà virtuale, in cui in ogni scena possiamo guardarci attorno e vedere tutta la scenografia. Certo bello all’inizio, ma poi chissenefrega di guardare le travi della baita o la stufa con il caffè. Cosa diversa se il film in questione è Mad max, solamente capire dove si trova l’azione farebbe girare la testa e una visione sola non basterebbe.

La nostra inviata Arianna ha avuto modo di vedere il film in VR del festival del cinema di Venezia, ecco cosa ne pensa.

Serve una tecnica di ripresa, un nuovo modo di concepire e scrivere una storia e tradurla in immagini comprensibili per tutti. Nolan Bushnell, il padre dei videogame sostiene che sia proprio questo il futuro.

Bello! Quanto costa?

Impossibile parlare di costi quando manca un prodotto definito, qui è tutto teoria. Ma se devo scommettere, il cavallo in questione si chiama interattività. Interattivo per gli amici.

L’interattività è la prossima sfida, non quella immaginata per scherzo in Futurama, ma una vera e propria presa di potere da parte dello spettatore. Ciò che avviene in un videogame appunto.

E qui si possono aprire varie congetture a riguardo. Nei videogame non esiste un vero e proprio regista in senso stretto. Ma si potrebbe ipotizzare una o più figure attive durante la “proiezione” che in qualche modo presidiano come un master la storie e dirige le persone all’interno dei percorsi possibili. Si potrebbe pensare di far scegliere la fazione del pubblico, un film-game potrebbe avere in realtà molti livelli di storia contemporaneamente. Immaginate di andare in biglietteria con un amico e chiedere:

<<due biglietti per Star Wars 18 il figlio di Yoda.>>

<<Sono 18 euro. Volete vedere la storia dalla parte dei Jedi o dei Sith?

<<Uno per tipo grazie.>>

<<Ci vediamo nel film, non vedo l’ora di spezzare le tue gambe Jedi!>>

Certo si andrebbe incontro a tutt’altra tipologia di narrazione, più dilatata e con diverse proiezioni necessarie. Un’affare per i produttori, meno per gli spettatori.

 

Il film ha una sua forma, il videogame pure. Cinegame o videofilm o giocofilmografico che sia non esiste ancora.

Questo ipotetico media d’intrattenimento completamente nuovo mi fa sentire come questa stampa del 900.

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Verso il futuro!

 

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Posted on September 15, 2016 in Tech Review, Tecnologia

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