Videoclip a colazione – Video narrativi

Non tutti sanno come sono nati i videoclip musicali. Quando a metà degli anni ’60 i Beatles si sono resi conto di non aver il dono dell’ubiquità e di non poter apparire in più show televisivi nello stesso momento, hanno avuto la brillante idea di realizzare dei video da mandare in onda al posto loro. Il pubblico e i fan volevano vedere i Beatles e in questo modo in milioni avrebbero potuto averli comodamente nel salotto di casa propria.
Da allora i videoclip si sono evoluti: siamo passati attraverso MTV e il video Ghost di Michael Jackson, che con i suoi 40 minuti di durata entra a merito nei Guinness dei Primati. Poi è arrivato YouTube è la fame di videoclip ha permesso quasi a chiunque di realizzare e diffondere la propria musica condita con immagini più o meno accattivanti e originali. Nel corso degli anni il videoclip è diventato una vera forma d’arte visuale, chiamando a sé registi importanti come Martin Scorsese o Michel Gondry , permettendo di poter sviluppare idee e tecniche via via più elaborate nei 3-4 minuti di una canzone. Come un cortometraggio insomma.

Fin dall’inizio, dai Beatles stessi, questi video non sono stati solamente una testimonianza di come apparivano artisti e band dal vivo. Già negli anni ’60 si è cercato di dare qualcosa in più, magari mostrando aspetti della personalità dei vari musicisti o addirittura raccontando una storia.
E proprio sul raccontare storie, i videoclip narrativi, che ci soffermeremo qui, mostrando alcuni esempi particolari.

 

Sigur Rós – Glósóli

Siamo all’interno di una favola, una storia che richiama da vicino il Pifferaio Magico. Il ritmo del video, soprattutto all’inizio, è molto lento. Questo per sposarsi al meglio con il post-rock dei Sigur Rós. Ma questa non è l’unica cosa che richiama la band, le location mozzafiato infatti si trovano in Islanda, che come si vede è un posto davvero suggestivo. In mezzo a quelle rocce, ai prati immensi e ai vapori dei geyser, si muove un branco di ragazzini, con delle gerarchie e delle interazioni che andiamo a scoprire poco per volta. Una sorta di bambini perduti, che proprio come Peter Pan alla fine spiccheranno il volo verso l’ignoto, in un climax di musica molto intenso.

 

Justice – New Land

Se prima avevamo come ispirazione le fiabe, in questo video il modello è il cinema, i B-Movie anni ’70 con un pizzico di Fuga da New York di John Carpenter che non guasta mai. In un’arena gremita si sta svolgendo uno uno strano match, mix di tanti sport messi insieme. Capiamo subito però che è una lotta tra buoni e cattivi. Ci lasciamo catturare dalle dinamiche del gioco e dalla classica storia dei buoni che stanno perdendo, ma con grinta e cuore risalgono la china.
Al contrario del video precedente, oltre alla canzone siamo in gradi di sentire il “film”: la folla che urla, i motori, i colpi, al punto che poi la musica si ferma e assistiamo ad una scena drammatica, essenziale per la narrazione. Tutto ciò che accade dopo, è furia cieca e inarrestabile.

 

Yeah Yeah Yeah’s – Sacrilege

Una storia si può raccontare in tanti modi, si sa. Per cui questo video ci mostra una vicenda crudele e drammatica, ma al contrario. Partendo dall’ultima scena, andiamo a ritroso coi fatti scoprendo man mano chi sono i protagonisti e cosa hanno combinato per arrivare ad una tale situazione esasperata. Un video che ha senza dubbio il merito di invogliare a mettere in scena storie, anche semplici, ma con strutture narrative fuori dalla norma.

 

Die Antwoord – Baby’s On Fire

Il fatto di raccontare una storia, non esclude per forza la possibilità di mostrare a tutti gli effetti la band o l’artista nell’atto di eseguire la propria canzone. A pensarci bene questa è forse la forma più usata nei videoclip, perchè permette di intrattenere e catturare lo spettatore con una narrazione, mostrandogli però anche gli artisti in sé, con tutto il loro bagaglio estetico e le movenze del caso. Tra le miriadi di possibilità da cui pescare, questo video è un buon esempio perchè porta avanti i temi della band sudafricana: l’esaltazione del brutto, del freak. Il tutto in chiave parodistica.

Posted on September 22, 2015 in Videoclip a colazione

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