In bilico tra realtà e finzione: film del Festival di Venezia che funzionano

74 Mostra Internazionale del Cinema di Venezia Lido Roads

Suburbicon di George Clooney mi ha dato l’idea del filo conduttore dell’articolo di oggi. Le principali di ispirazione per un film (e per l’arte in generale) sono due: la realtà e ciò che diverge del tutto da essa, la finzione. La combinazione di questi due elementi concede all’opera di creare universi nuovi o di approfondire quelli esistenti. Suburbicon e’ un film di forte critica alla società americana contemporanea che ambienta la sua storia nei controversi anni Cinquanta, affrontando così temi come il perbenismo e razzismo, la  ghettizzazione e le ossessioni americane che non paiono poi così lontane da oggi. Un thriller atipico che strappa una risata e in cui lo spettatore partecipa alla scoperta della trama. Il film è stato scritto dai fratelli Coen, cosa che si nota in diversi momenti, e si rifà moltissimo al cinema di Hitchcock, per le musiche, il crescendo dell’azione e numerose citazioni davvero divertenti da scoprire.

E’ un esempio di come linguaggio di finzione e critica sociale lavorino insieme alla creazione di un prodotto che senza questo doppio stimolo sarebbe stato uno dei soliti thriller prodotti ogni anno.

Nell’articolo precedente abbiamo parlato del disastroso film italiano Il contagio, un ridondante racconto a episodi sulla mafia, tema ormai quotidianamente affrontato da tutti i nostri media con una frequenza tale da inibire l’originalità. Ieri invece abbiamo visto un lavoro che vale la pena di segnalare e mettere a confronto proprio perché smentisce questa posizione, e nuovamente perchè si approccia alla vita di tutti i giorni dandole delle sfumature di surreale giocosità.  La vita in comune di Edoardo Winspeare è il racconto di una realtà effettiva, quella dei piccoli paesi del sud Italia, scenario di piccoli fenomeni di malavita (ciò che di assurdo anima il nostro mondo) e di legami e relazioni spontanee e oneste (ciò che ci lega a una visione reale della vita). Questi due aspetti convivono in personaggi ben tratteggiati, divertenti e profondi al tempo stesso, in cui si coniuga la commedia all’italiana che ci ha reso celebri nel mondo e il film di denuncia. Un quadro dolce e inatteso, che tocca in tanti momenti gli stessi argomenti trattati da Il contagio ma con una semplicità, anche realizzativa, che ci fa permette di entrare a far parte di quel mondo.

 

Suburbicon by George Clooney gave me the idea to write this article. Movies, and art in general, take inspiration from reality and from what’s totally the opposite, totally fictional. The combination of this two elements allows to create new universes and to explore real universes from a different point of view. Suburbicon is a movie that highly criticizes the contemporary american society setting the story in the controversial 50’s, talking about respectability, racism and american obsessions that are not so far from today.

It’s a thriller that makes us also laugh and in which the spectator is involved in the discovery of the story. The movie is written by the Coen brothers, and we can feel it, and is deeply inspired by Hitchcock in the music, in the evolution of the tension and also in several quotes of his work. Is an example of fusion between fiction and real social critic, that makes this movie different from many thrillers that come out every year.

In the previous article we wrote about the disaster of the italian movie Il contagio, an annoying story of mafia, a theme daily discussed in our medias with a constant lack of originality. But yesterday we saw a piece of work that properly answers to this critic, a new fresh approach to the everyday life problems in our country. La vita in comune by Edoardo Winspeare shows the ordinary life of a small village in south Italy, background for little criminal phenomenons and real stories of friendships, and this is the link between unreal world and the real one. This two aspects live together in well depicted characters, funny and deep at the same time, and we have the traditional italian comedy mixed to social analysis that shows exactly our difficult situations.

This is a movie that really lets us in easily, a remarkable work.

 

Testi: Arianna Vietina

Traduzione: Elisa Biagiarelli

Foto: Francesco Bertin

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Posted on September 3, 2017 in Festival

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