Cosa volete di più dalle sale cinematografiche? Rispondiamo con il nostro sondaggio

Negli ultimi mesi abbiamo avviato un sondaggio per testare i gusti del pubblico italiano in merito alla distribuzione cinematografica. Dopo numerosi messaggi agli amici, condivisioni su facebook in ogni spazio possibile tra gruppi universitari e di appassionati di cinema, abbiamo raccolto e analizzato i risultati.

Il numero totale di risposte che ci sono arrivate è 3200, di cui il 79,1% sono persone tra i quindici e i venticinque anni. Questa sproporzione del dato dell’età è molto semplice da spiegare. Avendo pubblicato il sondaggio per lo più sui gruppi e sulle pagine da noi più frequentate, ovvero quelli legati all’università, le persone che hanno risposto sono tutte dell’ambiente universitario. Questo elemento da un lato può essere visto come negativo, dall’altro ci permette di individuare meglio i gusti propri di un tipo di pubblico specifico.

La prima questione che vorremmo affrontare è quella della lingua originale. Alla domanda Preferisci vedere un film in lingua originale o doppiato?, il 42,7% ha risposto doppiato, il 31,8% in lingua originale con i sottotitoli e il 25,4% ha scelto l’opzione indifferente. La propensione per il doppiaggio non ci ha stupito molto. Noi siamo forti sostenitori della visione dei film in lingua originale, ma nonostante questo siamo ben consapevoli di quanto sia una modalità di visione che deve ancora diffondersi nel nostro paese. L’elemento che ci lascia perplessi tra questi risultati è il 25,4% che ha affermato di essere indifferente alla questione. Indifferente in senso generico nei confronti del cinema? Indifferente perchè la visione di un film è la stessa cosa sia se visto doppiato sia se visto in lingua originale? Purtroppo non siamo in grado di rispondere a questa domanda, se non prendendo consapevolezza del fatto che ci sia poco interesse nei confronti della visione di un film in lingua o doppiato.

Per quanto riguarda la volontà di vedere cortometraggi prima dei film, il 72, 8% ha risposto sì. C’è da sottolineare che in molti hanno segnalato che si, vedrebbero un corto prima del film, ma solo se questo venisse proiettato al posto della pubblicità. Il tempo di attesa prima del film, a causa degli spot, è già molto ampio. Aggiungere anche un corto allungherebbe troppo i tempi in sala. Motivo per cui la proiezione dei corti si adatta meglio a rassegne e cineforum, che non sono costretti alla proiezione di spot per ragioni economiche.
Nella domanda sul cinema documentario nella scala da 1 a 5, la maggioranza ha scelto il 3, perfetta via di mezzo tra il non vedrei per nessun motivo e il lo vedrei molto volentieri. I documentari negli ultimi anni hanno aumentato la presenza in sala, ma il pubblico è ancora molto incerto quando si tratta di scegliere di andare al cinema per vederli. Come mai? Forse perchè esiste il preconcetto, spesso giusto, che per vedere un documentario sia richiesto un tipo di concentrazione più attenta di quella che il pubblico vuole investire andando al cinema. Diciamo questo perché, come comprovato dalle domande sui generi, l’aspettativa più diffusa nel pubblico italiano è quella di divertirsi e rilassarsi andando a vedere un film. Il genere con maggiori voti è infatti quello della commedia, a cui seguono il thriller e il fantasy. Anche l’animazione ha riscontrato molto successo, come dimostra il box office del 2016 che ha tre film d’animazione tra i dieci più visti.

Le ultime considerazioni le facciamo sui fattori che influenzano il pubblico quando si tratta di vedere un film. Un elemento che influenza molto le persone è senza dubbio il prezzo del biglietto. Pagare tra gli otto e i dieci euro per vedere un film è un lusso che in pochi, purtroppo, riescono a concedersi, come dimostrato dalle risposte ricevute in cui più della metà delle persone ha confermato questa realtà. É una questione che nell’ultima stagione è emersa in maniera netta con l’iniziativa dei mercoledì a 2 euro promossa dal Ministero, che ha riabituato a frequentare i cinema riempiendo tutte le sale. Ma il risultato non è stato affatto vantaggioso per gli esercenti. Andando al cinema solo in quei giorni, il pubblico ha svuotato le sale nei giorni normali, creando grosse perdite per le sale e i distributori. Sul sito dell’ANICA si parla di una differenza del 3% tra incassi e presenze nel 2016, dato che riporta quanto ha rimesso l’industria cinematografica in virtù di questa scommessa per riportare in sala gli spettatori. La speranza è che questo investimento dia dei frutti a lungo termine e che gradualmente aumentino le presenze, solo così si potrà davvero auspicare una diminuzione dei prezzi dei biglietti.

Gli altri elementi che influenzano la scelta, secondo coloro che hanno risposto al nostro sondaggio, sono prima di tutto la trama e a seguire le recensioni. Rilevanti sono anche gli autori e gli attori presenti nei film, mentre i premi vinti non vengono considerati per niente.

Il problema più forte della distribuzione nel nostro paese è senza dubbio quello della scarsa varietà di provenienza dei film che arrivano nelle nostre sale. Tra i 100 film più visti del 2016 solo cinque su cento non sono americani, inglesi o italiani. La sproporzione è davvero incredibile. Su 554 film di nuova uscita nel 2016, ben 158 sono di produzione degli Stati Uniti. Tanti numeri che non fanno altro che confermare il totale controllo dell’America sulla produzione cinematografica. Ma al pubblico questa cosa interessa? Nel nostro sondaggio alla domanda Quanto la nazionalità di un film influenza la tua scelta di vederlo? su una scala da 1 a 5 la maggioranza ha scelto l’opzione 1, ovvero poco. Quindi in realtà la nazionalità di un film è indifferente al pubblico. Non si tratta di una realtà positiva. Perchè non avere il desiderio di vedere film provenienti da tutto il mondo? Probabilmente perché, a differenza di altri paesi, in Italia non vi è un’educazione all’audiovisivo tale da permettere allo spettatore di avere più potere di domanda sul mercato.

Il nostro sondaggio, nel suo piccolo, ci ha dato un’idea sui gusti del pubblico italiano e ha fatto emergere problemi su cui c’è molto lavoro da fare. Tra questi quelli che ci preoccupano di più sono la questione della lingua originale e la scarsa varietà di offerta nelle sale. Quest’ultimo soprattutto ci è molto caro e per questo motivo vogliamo invitarvi a prestare più attenzione alla nazionalità dei film che scegliete di andare a vedere, dando spazio a quelli più particolari.

Un problema come quello del prezzo troppo alto dei biglietti è senza dubbio molto rilevante, ma prende in causa troppi fattori che superano il nostro raggio d’azione. Certo continuiamo a nutrire la speranza che questi possano calare con il tempo, ma per il momento possiamo solo suggerirvi di guardare bene le offerte delle sale che frequentate. Sono numerose le giornate in cui sono attive offerte e le diverse modalità di abbonamento che vengono poco pubblicizzate e che permettono il piacere del cinema per tutti i portafogli.
Voi che ne pensate? Siete contenti dell’offerta delle sale intorno a voi? Vi invitiamo a mandarci tutti i vostri pensieri a riguardo perchè siamo convinti che questo sia solo l’inizio di un percorso che ha ancora molta strada davanti a sé.

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Posted on June 22, 2017 in Intrattenimento

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