Netflix per il sociale: 2 serie tv che vogliono cambiare il mondo

Scopriamo insieme la pulsione per il sociale di due serie tv di cui si sta parlando tantissimo.

Nell’ultimo mese sono uscite due produzioni Netflix di cui si sta parlando molto, 13 Reason Why e Dear White People. Oltre la stessa casa di produzione, lo stesso periodo di uscita, la stessa diffusione e una popolarità in crescita, queste due serie hanno anche qualcos’altro in comune: sono stati ideati per approfondire dei problemi sociali molto presenti in America di cui non si parla mai abbastanza, il bullismo e il razzismo.

La cosa non stupisce molto, perché gran parte delle serie e dei film prendono spunto dai problemi sociali dell’oggi e del passato per innescare storie più o meno finzionali. Il reale è sempre stato fonte di spunti per chi cerca storie.

Certo, possiamo parlare di confronto tra culture diverse con una serie sci-fi come Sense8 o di giochi di potere con un fantasy alla Game of thrones. Le due serie che vogliamo trattere qui invece, nascono e vengono promosse per la loro capacità di insinuarsi all’interno dei problemi e analizzarne il senso, le vicende e i diversi punti di vista che la compongono, formando un quadro che aspira ad essere didattico.

Questo è evidente in 13 Reason Why, che in molti stanno promuovendo come un prodotto educativo da diffondere nelle scuole.

Nella serie, tratta dal libro omonimo di Jay Asher, assistiamo alla storia di Hannah Baker: una ragazza che ha deciso di togliersi la vita e ha raccontato le sue motivazioni in sette cassette che vengono passate di mano in mano alle persone coinvolte in qualche modo in questa sua scelta.

I temi affrontati sono molti, dal bullismo nell’epoca dei social media alla violenza sessuale, fino al suicidio. Gli scettici hanno obiettato che è irrealistico che tutti questi eventi possano capitare alla stessa persona ma l’importanza di certe questioni supera il confine che separa finzione e realtà. Per quanto non tutti raggruppabili nella stessa vita, sono problemi che esistono in maniera molto forte e diffusa e necessitano continue riflessioni. E tra i tanti teen drama che escono ogni giorno, 13 Reasons Why colpisce a fondo perchè non rappresenta nessuna vicenda con leggerezza. Viene tutto mostrato in maniera cruda, costringendo lo spettatore a guardare per cercare di capire, anche solo in una frazione, quello che provano le persone in caso di stupro o di bullismo.

Con Dear White People si passa a tutto un altro problema, sottostimato nell’America del 2017 che si trova adesso a rifare i conti con se stessa dopo l’elezione di Trump. Esiste ancora il razzismo nel paese più cosmopolita del pianeta? Ebbene, Dear White People sostiene di si, in un modo complesso e sfaccettato. Nella stessa comunità nera si vivono tante realtà, composte da singole storie, impersonate dai protagonisti della serie. Come convive la discriminazione razziale con i media, la tecnologia, la sessualità, i rapporti di coppia, gli ambiti di studio?

Questo è il tema di Dear White People, che sposta la nostra attenzione dai ghetti e dalle periferie degradate fino alla prestigiosa (ma fittizia) Winchester University, in cui il pretesto di una festa di Halloween a tema black-face ci permette di osservare da vicino cosa avviene nelle persone di colore ancora discriminate nei luoghi più dotti della società americana.

Entrambe queste serie sono ben scritte, sono prodotti validi che hanno cominciato, con due approcci molto diversi, a confrontarsi direttamente con la realtà che viviamo ogni giorno. Di critiche ce ne sono, ma è un primo passo.

Il 21 aprile su Netflix debutterà Hot Girls Wanted: Turned On un’altra serie a sfondo sociale, questa volta documentaria, sul mondo del porno amatoriale. Siamo pronti per prodotti così diretti?

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Posted on May 10, 2017 in Serial Madness

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