L’unico articolo sui finali alternativi delle serie Netflix ad avere finali alternativi!

Finali alternativi serie tv Netflix

Cosa vuol dire finale alternativo di una serie tv e che impatto avrà sugli spettatori? Per il momento le informazioni che circolano in rete sono poche, ma abbastanza per permetterci di fare qualche speculazione… con finale alternativo a vostra scelta!

Qualche settimana fa Netflix ha fatto sapere che ha intenzione di sperimentare finali alternativi per le serie tv. La piattaforma nell’ultimo anno ha investito circa due miliardi per la produzione di numerosi (forse troppi) prodotti originali. Primo concorrente sul piano produttivo dell’industria hollywoodiana, Netflix ha lasciato trapelare questa informazione scatenando il dibattito. Ma di cosa stiamo parlando?

A quanto pare verrà proposto allo spettatore di scegliere il finale della serie tv o del programma che sta vedendo. L’esperimento partirà con i programmi d’avventura per bambini e se avrà un buon riscontro da parte del pubblico Netflix valuterà di ampliare questo sistema anche ad altri suoi programmi . In attesa di vedere i primi test, ci siamo poste alcune domande:

  1. In che percentuale le serie seguiranno le scelte dello spettatore? Gli verranno proposti tre episodi finali tra cui scegliere, oppure potrà decidere già all’inizio della stagione che percorso intraprendere? Oppure ancora ci sarà un primo episodio in cui compaiono vari personaggi e lo spettatore potrà decidere quale seguire? Per esempio guardando Breaking Bad potrebbe scegliere se seguire Walter o Jesse, o addirittura Hank. In questo modo ci sarebbero diverse versioni della stessa storia raccontate da più punti di vista.
  2. Come avviene la produzione di una serie così sfaccettata? Dal punto di vista economico vuol dire moltiplicare i costi per gli attori e le maestranze coinvolte, che dovrebbero svolgere molto più lavoro. Nel caso si volesse studiare un serie che può seguire tre percorsi differenti sarebbe come lavorare su tre film nello stesso momento, allungando i tempi di molto per permetterne l’uscita in contemporanea.
  3. Dopo l’aspetto economico salta fuori quello qualitativo. Scrivere una storia è già molto complesso, articolarla per diversi punti di vista o con diversi finali plausibili nasconde numerose insidie che possono lasciare il pubblico insoddisfatto. Tornando all’esempio di Breaking Bad, la storia si sarebbe potuta concludere con Walter che prende tutto e scappa in Messico o che trova una cura miracolosa per il cancro? C’è poi da aggiungere che, in questo clima di sovrapproduzione seriale in cui stiamo vivendo la fretta è senza dubbio un nemico di cui tenere conto, perché non aiuta a realizzare opere di qualità.
  4. In base a cosa lo spettatore sceglierà dove andare? In caso si parli di seguire un personaggio non sembra ci saranno difficoltà, ma se la scelta dovesse coincidere con la sua idea di finale della serie? Bisognerebbe anticipargli il contenuto della puntata. Oppure ogni spettatore dovrebbe scegliere a caso tra buste chiuse? Senza sapere cosa c’è dentro le tre opzioni non si potrebbe proprio parlare di finali alternativi, per lo spettatore il finale resta uno, ignoto.. Questa scelta come può avvenire rispettando il desiderio di suspance e di sorpresa dello spettatore?
  5. Di solito le storie racchiudono già nel loro inizio gli indizi che ci condurranno al finale e che ce lo faranno apprezzare in quanto giustificato. Sempre Breaking Bad ne è un esempio perfetto, in quanto già nella prima stagione si scovano piccoli elementi che si ritrovano poi nella quinta stagione. Questo concetto coincide con l’idea del messaggio, della morale della storia. Gli autori che vorrebbero mandare un messaggio al pubblico che li guarda come riusciranno a comunicare la loro idea attraverso diversi piani narrativi?

 

Voi come vi ponete riguardo a questa nuova frontiera della narrazione?

Se siete positivi proseguite al finale 1.

Se invece siete negativi passate direttamente al finale 2.

 

FINALE 1

Entrare a far parte della serie che amiamo è una prospettiva esaltante. L’idea di scegliere che ne sarà dei nostri eroi influenzerà senz’altro la nostra attenzione e percezione di ciò che stiamo vedendo grazie al coinvolgimento in prima persona. Non solo: potremo tornare nel mondo della nostra serie più volte per scoprire gli altri finali che non abbiamo scelto la prima volta, in un rewatch sempre sorprendente. Il consenso dei fan sarà probabilmente molto più alto perché nessuno si sentirà escluso o deluso dal finale. Il concetto del finale alternativo potrebbe andare a coincidere con quello di multiverso, dove esistono più percorsi all’interno dello stesso mondo nei quali lo spettatore può muoversi: si possono aggiungere personaggi e storie, attivare un sito internet dove approfondire quel mondo, magari un videogioco per rivivere le avventure e, perché no, magari stamparne una versione a fumetti per chi vuole portare la serie anche dove non c’è connessione. Sono già tante le serie che usano tutti questi mezzi e i finali alternativi permetteranno di espanderli.

 

FINALE 2

Se la storia che stiamo seguendo ha un senso e vuole portarci a capire un messaggio non è possibile avere più finali tutti altrettanto validi e comprensibili. Permettere allo spettatore di decidere il suo finale farebbe perdere sostanza alla storia e a lungo andare potrebbe anche compromettere lo spettatore stesso, che viene accontentato, non stimolato. La possibilità che per soddisfare più finali la struttura della serie perda di credibilità o di qualità è molto probabile. Dare allo spettatore la possibilità di scegliere potrebbe restare solo un’illusione, dato che la storia per reggere dovrebbe finire solo e soltanto in un modo. Gli autori di Breaking Bad hanno più volte detto che la loro idea iniziale era quella di far morire Jesse alla fine della prima stagione. Pensate se una scelta del genere fosse stata messa in mano allo spettatore. Vuoi vedere questo personaggio morire o preferisci che viva? Sarebbe cambiato tutto, con sviluppi che non si sarebbero mai avvicinati a quello che è stato l’incredibile rapporto tra Walter e Jesse che si è sviluppato durante tutta la serie.
Inoltre pensiamo a quanto questo esperimento avvicinerà le serie ai videogame. L’intervento dello spettatore non è contemplato nel linguaggio delle serie tv, essendo un mezzo espressivo che dialoga con il pubblico in maniera molto diversa.
Si tratta di una rivoluzione che mette in discussione tutto l’universo seriale e chissà se la potenza delle serie riuscirà a mantenersi viva con questo tipo di cambiamenti.

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Posted on April 13, 2017 in Serial Madness

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