Jackie: i 3 motivi che lo rendono un capolavoro

Jackie è un film del 2016, diretto da Pablo Larraín. Noi l’abbiamo visto alla 73^ Mostra del Cinema di Venezia, dove si è conquistato il Leone per la Miglior Sceneggiatura. Ora è in arrivo nelle nostre sale il 23 febbraio.

Ecco perché è un film da non perdere:

1- Il punto di vista: la storia della morte di Kennedy è stata raccontata in numerose trasposizioni cinematografiche negli anni. Documentari o film di fiction, più action o più di inchiesta, questi film hanno sempre parlato attraverso il punto di vista del fratello, degli agenti di sicurezza, dei medici e, nei casi più fantascientifici, dal punto di vista dell’assassino. Questo è il primo film in cui viene ripreso il punto di vista di Jackie.  

2- Natalie Portman: qui ha dato il meglio di sé, interpretando in maniera camaleontica il complesso stato emotivo vissuto da Jackie Kennedy nei quattro giorni dopo la morte del marito, raccontati nel film. L’opera di Larraín non vuole dare risposte al mistero che circonda la morte del presidente, bensì dare spazio al complesso conflitto di emozioni che avvenne nella first lady, che ha affrontato la tragedia in maniera razionale e trasparente. Come una vera figura politica, che deve far combaciare pubblico e privato pur essendo costretta sotto i riflettori.

3- Pablo Larraín: in Italia l’abbiamo conosciuto per Tony Manero e No – I giorni dell’arcobaleno, ma negli ultimi due anni ha realizzato ben 3 film: oltre a Jackie ha realizzato nel 2015 El club e nel 2016 Neruda, segnalato in gran parte delle classifiche dei migliori film del 2016. In questi film si può osservare molto bene lo stile peculiare di Larrain: la sua attenzione per i punti di vista singolari e insoliti, raccontati con una adesione al personaggio che permette una perfetta empatia. Inoltre, raccontando per la maggior parte storie vere, fa un abbondante uso di riprese d’archivio che vengono unite al materiale originale in maniera molto fluida. In questo modo lo spettatore viene assistito nel notare la meticolosità con cui sono state orchestrate le riprese del film.

Jackie è stato inoltre prodotto da Darren Aronofsky (regista di Requiem for a dream e Il cigno nero), che ha voluto proprio Larraín per questo progetto. E Larraín non avrebbe fatto il film senza Natalie Portman in questo ruolo.
Risultato? Un film affascinante che non ha ricevuto (ancora) tutti i premi che merita e di cui non si parla abbastanza. Proprio per questo dovete andare al cinema e vederlo, meglio se in lingua originale.

Posted on March 2, 2017 in Recensioni

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