Sapevate che La La Land non è il primo musical di Damien Chazelle?

Negli ultimi mesi c’è un nome sulla bocca di tutti gli amanti del cinema: Damien Chazelle. Il suo ultimo film, La La Land, ha riscosso, e sta ancora riscuotendo, un grande successo sia a livello di premi che a livello di critica. A cui si sono affiancate tutte le critiche che un’ampia esposizione mediatica comporta.
Ma non è di questo che voglio parlare. La cosa che mi lascia un po’ spiazzata è il fatto che nelle numerose analisi e articoli su La La Land ci sono pochissimi riferimenti al primo film di Chazelle, Guy and Madeline on a Park Bench.

Così come il corto del 2013 Whiplash, poi trasformato nel film del 2014, così l’opera prima del giovane regista americano potrebbe essere considerata come lo spunto che ha portato alla realizzazione di La La Land.

Guy and Madeline on a Park Bench è un insolito musical in bianco e nero che ha come protagonisti Guy, un trombettista emergente, e Madeline, una ragazza in cerca di lavoro. La storia inizia con la fine della loro relazione, dovuta all’incontro tra Guy e un’altra ragazza, per poi tornare sui due e raccontarci i loro percorsi individuali.

Un musical insolito per diversi motivi: prima di tutto la tecnica, che con le numerose riprese fatte con la macchina a mano, sembra quella di un documentario. La camera segue i suoi personaggi per strada camminando con loro e si avvicina ai loro volti con numerosi primi piani molto stretti, quasi a voler catturare le emozioni negli occhi degli attori.

Il secondo motivo è il modo in cui viene organizzata la musica nell’arco del film. Dei due protagonisti, solo lei canta e lo fa in due sequenze: una mentre cammina per le strade di New York e una nella sequenza del ristorante, scena che fa l’occhiolino ai classici del musical. Per il resto del film la musica compare nei momenti in cui Guy si esibisce con la tromba e in una sequenza molto interessante durante una festa in cui un ragazzo e una ragazza, non collegati alla storia, inscenano una sfida a colpi di tip tap.

Nel complesso si tratta di un lavoro molto particolare perchè costruito come una jazz session, in cui risaltano l’improvvisazione e la vitalità.

La vicinanza con La La Land è molto forte, non a caso il compositore delle musiche in entrambi i casi è Justin Hurwitz. La sequenza iniziale e quella in cui Madeline canta per le strade di New York sembrano infatti riarrangiamenti dei futuri brani di La La Land.

Anche a livello tecnico ci sono similitudini. Nella sequenza della festa del film del 2009 ad un certo punto la camera fa dei rapidi movimenti laterali passando dal ragazzo che sta ballando il tip tap a Guy che suona la tromba nella camera a fianco usando la parete come stacco. La stessa tecnica viene usata poi in una delle sequenze di La La Land, ovvero quella in cui Sebastian sta suonando il pianoforte e Mia balla all’interno del jazz club.

Damien Chazelle ha più volte affermato di aver sempre sognato di fare un musical e che La La Land sarebbe dovuto essere il suo primo film vero e proprio, non Whiplash. Il mercato cinematografico però non era ancora pronto a scommettere su un lavoro di questo tipo e ha voluto aspettare. Solo dopo il successo del film con Miles Teller e J. K. Simmons, Chazelle ha avuto la possibilità di realizzare il suo desiderio. La La Land è quindi il risultato finale di un percorso tematico iniziato nel 2009 dove il jazz e la passione sono i temi principali.

Il suo prossimo progetto in teoria sarà un film su Neil A. Armstrong, l’uomo che ha fatto il primo passo sulla luna. Riuscirà ad allontanarsi dal genere musicale o vedremo Armstrong ballare il tip tap sulla luna?

 

Articolo di Elisa Biagiarelli

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Posted on February 15, 2017 in Cinergie, Eventi

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