Crossing Pilots 2

Nell’articolo precedente abbiamo visto quali sono i modi per introdurre il protagonista di una serie tv, cercando di capire quali di questi sia più funzionale nel catturare l’attenzione dello spettatore. Ma se la storia narrata prevede più di un personaggio principale, come si muovono gli autori? Vediamolo Insieme.

 

Love – Amori disfunzionali

Da una seria chiamata Love, con protagonisti un uomo e una donna, potrebbe sembrare ovvio cosa aspettarsi. La serie infatti affronta una relazione d’amore tra i due protagonisti e il primo episodio tiene lo spettatore sulle spine alludendo al loro incontro solo alla fine.

Lo spettatore sa già che i due si metteranno insieme, il pilot di Love è interessante perchè ci prepara al loro incontro. Di solito nei film il momento in cui due personaggi entrano in contatto ci apre le porte verso la loro emotività, mentre qui arriviamo all’inizio della loro storia che già conosciamo tantissimo di ognuno e siamo pronti a immaginare come potrebbe evolvere una relazione del genere. E qui si presenta un’ulteriore sfida: dopo aver presentato i personaggi e averli fatti incontrare, gli autori si sono trovati a dover costruire una storia imprevedibile che tenga lo spettatore incollato allo schermo.

 

Sherlock – High-functioning sociopath

Sherlock Holmes e il suo collega John Watson sono due personaggi che non hanno bisogno di un introduzione. I creatori della serie, Steven Moffat e Mark Gatiss, ne hanno tenuto conto nell’elaborazione del primo episodio. La difficoltà è quella di rendere onore alle vicende create da Arthur Conan Doyle, ma ambientandole nella Londra dei giorni.

Il punto di vista è quello di Watson, che in un certo senso impersonifica lo spettatore e insieme a lui viene subito intrappolato nel pieno dell’eccentricità di Sherlock e del mistero creato da una serie di strani suicidi. In un’ora e mezza, un tempo più ampio rispetto ad una normale puntata, lo spettatore viene catturato dai classici elementi del giallo, accompagnati da una regia che riesce a dare il giusto ritmo ad ogni momento.

Il fascino di Sherlock Holmes e la sua straordinaria intelligenza potrebbero sembrare di maggiore rilievo rispetto alla figura ingenua di Watson. Come emerge in maniera chiara nel corso della puntata, però, il ruolo di John diventa subito altrettanto fondamentale, sia per il bisogno di Sherlock di avere una persona al suo fianco, sia per il bisogno dello spettatore di avere un ruolo in cui identificarsi sullo schermo. I due personaggi in questo modo equilibrano il loro peso narrativo grazie alla continua contrapposizione dei loro caratteri, creando anche un continuo gioco di battute che conferisce un tono divertente alla serie.

 

Misfits – Il disagio come superpotere

Il primo episodio di Misfits presenta cinque protagonisti che apparentemente non hanno niente in comune, a parte l’essere stati condannati ai lavori socialmente utili. Un non-gruppo, dove a fare da collante sono proprio le cattiverie e gli insulti. Durante l’episodio i protagonisti si trovano costretti a fare squadra a causa di una serie di eventi: l’arrivo di un’anomala tempesta che conferisce ad ognuno dei superpoteri e l’accidentale omicidio del loro assistente sociale.

Come si può empatizzare con cinque giovani criminali che per di più non si sopportano tra di loro? Nel corso dell’episodio abbiamo modo di intravedere alcuni elementi delle loro vite, da cui emerge soprattutto il loro essere “misfits”, disadattati. Questo elemento della personalità borderline è la chiave che rende la vicenda di questi ragazzi curiosa per lo spettatore. In più l’elemento soprannaturale dei poteri enfatizza e sottolinea ancor di più le loro particolarità caratteriali e la loro storia: il ragazzo asociale e represso acquista il potere dell’invisibilità, la vamp super sexy il potere di costringere le persone a fare sesso con lei, il corridore espulso dalle competizioni riesce a viaggiare nel tempo. Azzeccata la scelta di conferire al personaggio più molesto, irriverente e sfacciato il potere dell’immortalità, è come dire “più sei disadattato più vali”.

 

Sense8 – Risonanza limbica

Sense8 è un prodotto originale creato dalle sorelle Wachowski e la domanda che sorge spontanea dopo aver visto il primo episodio è “Che cosa ho appena visto?”. Vediamo una donna uccidersi e altre persone da ogni parte del mondo iniziare a vivere strane esperienze sensoriali. Non ci viene spiegato quasi nulla di quello che sta succedendo, ma il modo in cui vengono presentati i singoli personaggi è interessante per capire la curiosità suscitata nello spettatore. Riceviamo pochissime informazioni su chi sono e cosa fanno nella loro vita, ma di ognuno ci viene mostrata una situazione della loro quotidianità con cui è facile empatizzare e collegarsi. Will fa di tutto per salvare la vita di un ragazzino, Kala confessa al dio Ganesha di non amare l’uomo che deve sposare, Capheus mostra ingenuità e un forte amore per la madre. Lo stesso vale per gli altri: di ognuno ci viene mostrata quella che poi scopriremo essere l’essenza del loro carattere e ci vorranno diverse puntate per capire il legame psichico che si sta creando tra di loro. L’attenzione viene inoltre catturata dall’inaspettata violenza del finale di puntata, studiato per creare ancora più confusione e aumentare l’aspettativa per l’episodio successivo.

Nelle serie che hanno come protagonisti coppie o gruppi la difficoltà è quella di dare il peso giusto a tutti i personaggi, in base alla relazione con la storia e il contesto in cui si svolge, per permettere allo spettatori di percepire tutti i soggetti come ugualmente importanti. Ciò non vuol però dire essere didascalici o matematici perchè, come abbiamo visto nel caso dei singoli, gli autori possono giocare con il confine tra detto e non detto come preferiscono.

Sia che si tratti di protagonisti “solitari”, sia di gruppi di soggetti che devono convivere nello schermo, la chiave è comunque quella di dare le giuste informazioni, con i tempi adatti e un ritmo narrativo che invogli a continuare.

La nostra analisi dell’argomento introduzione dei personaggi si ferma qui, ma si potrebbe andare ancora più avanti dati tutti gli esempi di pilot interessanti che ci sono. Tra tutti questi quali sono quelli che vi hanno conquistato di più?

 

di Arianna Vietina e Elisa Biagiarelli

Posted on November 9, 2016 in Serial Madness

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