Lido Roads #11: Premiazioni e Considerazioni

Lido Roads #11: Premiazioni

Si è conclusa la 73^ mostra del cinema di Venezia, dimostratasi fin dall’inizio diversa dalle precedenti e conclusasi con delle premiazioni ricche di sorprese. Le giurie hanno scelto strade alternative ai nostri pronostici e anche se per quei film, che abbiamo adorato ma rimasti fuori dalle premiazioni, una lacrimuccia scende, siamo piacevolmente sorprese dai risultati.

È il caso del Premio per il Miglior Film della sezione Orizzonti, dato a Liberami di Federica di Giacomo. Sebbene il suo sia un lavoro interessante e molto innovativo, noi avevamo puntato tutto sull’originale King of the Belgians, che sembrava il film perfetto, una sintesi di critica e commedia, ben recitato e ben scritto . La giuria ha premiato invece il controverso documentario sulla pratica dell’esorcismo nel Sud Italia, lavoro sul filo tra il documentario e la finzione che pone l’attenzione su un problema sociale poco noto.

Ha sorpreso il Premio Speciale della Giuria per il film The Bad Batch di Ana Lily Amirpour, sicuramente degno di nota, ma pallido in confronto ad altre opere che hanno ricevuto meno attenzione. Jackie di Pablo Larraín è stato insignito del Premio per la Miglior Sceneggiatura, secondo noi non proprio azzeccato. Il film meritava secondo noi un premio per la regia e Natalie Portman era la nostra attrice favorita per la Coppa Volpi (Miglior Interpretazione Femminile). Questo riconoscimento è invece stato assegnato a Emma Stone, per La la land di Damien Chazelle. L’impressione è che questi premi siano stati un contentino, a due film dal cast virtuoso ma di scarsa valenza artistica, così da riservare ad altri film i premi principali.

La Coppa Volpi per la Miglior Interpretazione Maschile e invece andata a Oscar Martínez per il ruolo di protagonista ne El Ciudadano Illustre di Mariano Cohn e Gaston Duprat, decisamente meritato, per aver creato un personaggio di raro fascino in un racconto ironico e singolare.

Gran Premio della Giuria per Tom Ford con il suo Nocturnal Animals, apprezzato dal pubblico ma da noi non considerato, data la presenza di altri film più adatti a questo riconoscimento.

Infine un inaspettato ex aequo per la Miglior Regia. Premiati due film diversissimi, valutati agli opposti da critica e pubblico: La región salvaje di Amar Escalante e Paradise di Andrei Konchalovsky. Due paesi agli antipodi, due storie lontane, due stili inconciliabili sintomo di determinata ricerca della diversità fra i giurati. Paradise sarebbe stato per noi un gran Leone d’Oro, mentre non pensavamo che la mostra avrebbe azzardato un premio a La region salvaje.

Questo slancio verso un cinema diverso, di contenuti e forme dirompenti, trova conferma nella scelta finale del Leone d’Oro assegnato a Lav Diaz per The woman who left. Grazie a questo premio, tanto meritato quanto inaspettato, il film – della durata di tre ore e quaranta minuti – potrebbe adesso sormontare gli ostacoli della distribuzione, tipici per un film di tale respiro.

Torniamo a casa contente di aver partecipato a una mostra che, nel bene e nel male, si è nuovamente dimostrata ricca di ispirazioni. Non ci resta che continuare a sperare in festival coraggiosi e variegati e salutarci, nell’attesa di raccontarvi Venezia 74.

 

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Posted on September 11, 2016 in Eventi, Festival

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