Lido Roads #10: I nostri pronostici

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L’ultima tranche di film da visionare è finita, per un totale di 45 pellicole viste e 22 corti. Tra i film visti ieri sono da sottolineare Geumul di Kim Ki Duk, un interessante ritratto delle due Coree e delle loro contraddizioni, e Ku Qian di Wang Bing, che riconferma la sua capacità di raccontare storie aderendo perfettamente al contesto in cui si trova, narrando questa volta le condizioni dei lavoratori tessili di Hong Kong.

Passiamo ora a uno dei momenti piu difficili e interessanti del festival, il bilancio e i pronostici dei vincitori.

Io ed Elisa abbiamo visionato 14 titoli del concorso, di cui 8 da entrambe, e abbiamo provato a ragionare su quali tra questi potrebbero essere meritevoli di premio. Con ogni probabilita gli esclusi saranno Brimstone, El christo ciego, The light between oceans e Arrival, alcuni per motivi tecnici del prodotto, altri perchè non adatti alla selezione. The bad batch e la region salvaje, pur essendo film che ci hanno intrattenuto e fatto discutere, saranno con tutta probabilità esclusi a loro volta.

Per il premio della giuria pensiamo potranno trovare spazio film che non sono pensati per un pubblico di massa, come Vojage of Time o The woman who left, oppure potrebbe essere il giusto spazio di riconoscimento per il musical La la land, capace di fondere un musical classico con la contemporaneità.

Per il leone d’argento per la miglior regia quest’anno non è facile: lavori come quello di Kusturica, On the milky road mostrano una ottima capacita tecnica, ma nel caso specifico resta un film tedioso e superfluo. D’altro canto ci sono film tecnicamente molto più interessanti come The woman who left di Lav Diaz o Jackie di larrain.

Jackie è tra i favoriti anche per il Leone d’oro e per il miglior film, accanto a Il cittadino illustre e Paradise di Konchalovsky.

Stasera alle 19 scopriremo se c’abbiamo visto giusto.

Per ora io ed Elisa possiamo dire di aver identificato un film da premiare come migliore del festival. È stato strano trovarsi cosi d’accordo considerando che siamo due persone con gusti diversi e che questo era il primo anno di festival in cui abbiamo lavorato assieme. Questo e sicuramente uno dei motivi per cui King of the Belgians è stato il nostro film preferito: piace a tutti, non abbiamo mai sentito un parere contrario e crediamo possa avere una distribuzione efficace in Italia. Un film fresco, originale e che intrattiene dal primo all’ultimo secondo, che mescola nel mondo di oggi road movie, commedia e documentario dando a tutto il film un sapore arcaico, primario e comprensibile a tutti. Una lezione di cinema che diverte ma fa anche riflettere sul mondo dei balcani. 10 e lode da parte nostra.

Domani uscirà il nostro ultimo articolo per Venezia73, dove ricapitoleremo i premi di stasera e faremo un ultimo bilancio della mostra.

di Arianna Vietina e Elisa Biagiarelli

 

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Posted on September 10, 2016 in Festival, Intrattenimento

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