Lido Roads #3 : Il tocco del regista

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La giornata si è aperta con uno dei miei imperdibili della Mostra di quest’anno, Arrival di Denis Villeneuve. Non ho perso la stima nei confronti di questo regista, sebbene il film non sia al livello di altri suoi lavori più interessanti. La tecnica aderisce alla trama marcando i punti fondamentali del racconti, senza farsi notare, ma regalando a questo adattamento da romanzo una densità specifica, ponderata e non banale. È difficile parlarne senza creare scomodi spoiler per il lettore, ma posso dire che nonostante sia un film per il nostro tempo, che rimanda a strutture e film già visti, non perde la capacità di affascinare.

La scoperta del giorno è però il film croato di Hana Jušić, Quit staring at my plate (Smettila di guardare nel mio piatto). La giovane protagonista del film vive in una segregazione culturale e familiare, lavorando per mantenere madre, padre e fratello ritardato, senza amici e senza stimoli a cercare una vita migliore. L’unica cosa che le permette di evadere per brevi momenti dalla sua angosciante routine è spiare le coppie del paese mentre fanno sesso. È un film che tocca il pensiero femminile con disarmante sincerità, da uno stadio infantile all’autonomia della vita adulta.

Altro film tra i più attesi per me alla Mostra è Safari di Ulrich Seidl, anche questo visionato ieri. Il regista invisibile segue alcuni ricchi tedeschi che vanno a caccia di animali esotici, raccontando le varie fasi del safari (dall’appostamento alle brutali macellazioni), soffermandosi pero anche su altri due elementi di grande interesse: le interviste ai cacciatori, che difendono la loro passione per la caccia, e le immagini degli autoctoni del Nord Africa che lavorano nelle riserve, servendo i bianchi e mangiando scarti in silenzio. Un film forte, che acquista nell’impatto, proprio grazie alla capacità del regista di non far pesare mai la sua presenza, restituendo un quadro perfettamente oggettivo.

Poche ultime parole per l’evento di ieri a mezzanotte: la presentazione della versione restaurata dell’European Cut del film di George Romero Dawn of the dead da parte di Dario Argento (che curò con Romero la sceneggiatura, le musiche e il montaggio europeo) e di Nicholas Winding Refn, che ha prodotto il restauro. E’ incredibile la vicinanza tra autori cosi lontani nello spazio e nel tempo, un evento memorabile. Cosi come la battuta finale di Refn: “Don’t forget to tweet motherfuckers!”.

 

Personaggio del giorno:

Nicholas Winding Refn, perchè per un giorno voglio concedermi di parlarvi di qualcuno ben conosciuto. Come già detto qui sopra, la sua introduzione al film di Romero, accompagnato da Dario Argento, è stato uno di quei momenti che è difficile togliersi dalla memoria. Refn è un regista che ha sempre professato il suo amore per il Cinema e ieri sera ne ha dato ulteriore prova enunciando la sua ammirazione per Argento al pubblico in sala. Scherzando in maniera molto seria ha annunciato che quest’anno il Leone d’Oro è di Dario Argento, uno dei più grandi registi di cui il pubblico italiano può essere fiero. Ha quindi annunciato la fine del concorso di Venezia 73, invitando il pubblico a twittare questo evento per annunciare lo scandalo. Perchè non bisogna mai dimenticare il passato, mantenendo un occhio vigile e costante sulla contemporaneità.

 

di Arianna Vietina e Elisa Biagiarelli

 

Cosa ne pensate dei film del festival finora? Scrivetecelo nei commenti!

Le precedenti puntate:

Lido Roads #2 : Film bizzarri

Lido Roads #1 : Le novità

Lido Roads #0 : Partenza

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Posted on September 3, 2016 in Festival, Intrattenimento

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  1. Lido Roads #4 : Usa la tecnica! - Elephant Road
    September 4, 2016 at 12:10 pm ·

    […] Lido Roads #3 : Il tocco del regista […]

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