Lido Roads #1 : Le novità

Venezia 73 articolo 1

È cominciata ieri la 73^ Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, con una giornata animata dagli arrivi arrivi di spettatori e di guest star. Tra i primi ospiti Damien Chazelle e Emma Stone, attesissimi per la serata di apertura durante la quale è stato proiettato il film La La Land.

Sono molte le novità al Lido: il cantiere che guastava la vista già da alcuni anni è finalmente sparito, lasciando posto a un edificio di forma cubica, rosso fiammante: la nuovissima Sala Giardino. La proiezione con cui la sala è stata aperta al pubblico era del film Gemoul di Kim Ki Duk. Code chilometriche all’ingresso e disagi non sono mancati. Nuove strutture, nuovi pass accredito, nuova programmazione per questa mostra, la sesta rassegna gestita da Alberto Barbera.

Il primo giorno di mostra è sempre caotico e frenetico, tra l’entusiasmo di essere arrivati e la voglia di vedere mille film quando ancora non hai memorizzato dove e quando verranno proiettati. Dopo un attimo di spaesamento sono riuscita a vedere il primo film di ieri, Hjartasteinn (Heartstone), una produzione danese e islandese, opera prima del regista Guomundsson. Il film tratta il momento di passaggio alla vita adulta di due amici molto legati tra loro che vivono in un villaggio di pescatori.

In un mondo freddo e piccolo, regolato solo dalle leggi della natura (per tutto il film sono presenti animali che esprimono con la loro attività i sentimenti interiori dei due ragazzi) due giovani uomini devono riuscire a farsi accettare: Thor deve far capire al mondo che non è più un bambino, mentre Christian deve accettare la propria omosessualità. Il film li segue con passo veloce come un’ombra, raccontando i loro momenti più intimi e difficili. Il film si apre con una scena dei due ragazzi intenti a pescare e massacrare dei pesci, e si chiude con Thor intento a osservare un altro bambino compiere i suoi stessi gesti. Un racconto scanzonato, scandito dalle frasi “è solo uno scherzo” e “non importa”, a sottolineare l’importante divario tra parola e pensiero.

Ho assistito poi alla proiezione che ha inaugurato la rassegna delle Giornate degli Autori, con il film The War Show. E’ stato molto significativo che la mostra di proiettasse questo film sugli albori del conflitto in Siria, raccontato attraverso le telecamere di un gruppo di amici che hanno attraversato le fasi del conflitto. Un documentario semplice ma necessario, che racconta non solo la guerra, ma anche il ruolo della telecamera nel conflitto.

Ultimo film della giornata e stato uno dei piu attesi, The Light Between Oceans di Derek Cianfrance con il super cast composto da Micheal Fassbender, Alicia Vikander e Rachel Weisz. Film simbolo dell’approccio al cinema per la massa, questo dramma supera la soglia del patetismo estremo grazie agli attori d’indiscussa bravura, e salva dalla noia grazie a una regia equilibrata anche se non eccelsa.

Personaggio del giorno:

Obaidah Zytoon, nata in Siria nel 1976, ha presentato in occasione delle Giornate degli Autori, il documentario The War Show. Co-diretto con Andreas Dalsgaard, racconta il percorso di un gruppo di amici che viaggia attraverso la Siria tra il 2011 e il 2012 per unirsi alle ribellioni del popolo contro il regime di Bashar al-Assad. Nonostante si tratti di un viaggio personale, la potenza delle immagini rende quest’opera un’importante testimonianza storica degli inizi del conflitto siriano e delle crudeltà condotte dal regime. “There is no cure, no condoleces, just the crime remains”, queste alcune delle parole della regista, raccontando la sua esperienza difficile, prima di scoppiare in lacrime a fine proiezione.

Arianna Vietina e Elisa Biagiarelli

Commenti

commenti

Posted on September 1, 2016 in Festival, Intrattenimento

Share the Story

About the Author

Back to Top