TECH REVIEW #1 – Dal Google Cardboard alla realtà a 360°

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La tecnologia è da sempre la mia passione. Non sono né informatico né ingegnere, direi più uno “smanettone”. Il reparto video è il mio campo, ma qualsiasi novità che stuzzichi il mio interesse merita un approfondimento. Per questo Tech Review si rivolge a chi, come me, è appassionato di tecnologia.

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Fin da quando ero bambino, la realtà virtuale mi ha sempre incuriosito. I rimandi nella cultura televisiva, sopratutto nei cartoni animati, sono stati tanti. Nel corso degli anni 90 ho visto crescere e morire l’interesse che era nato attorno allo cyberspazio.
In quegli anni sono stati fatti grossi investimenti per ricreare un ambiente fotorealistico totalmente virtuale.

Ci sono stati molti pionieri, con progetti molto diversi tra loro, ma i tempi erano ancora acerbi.
Tra i vari dispositivi creati, il più sofisticato è stato il 1000cs. Su una sorta di piattaforma che evitava gli spostamenti bruschi, un casco del peso di un chilo copriva la testa e un paio di guanti erano usati per interagire con l’ambiente. L’esperienza, secondo chi lo ha prova all’epoca, era molto coinvolgente ma anche molto stressante. Il 40% dei giocatori infatti, usciva con il mal di testa.


Dopo 20 anni il mercato sembra essere rinato e pronto per portare davvero qualche cambiamento all’interno dell’intrattenimento, e non solo.

Realtà virtuale e stereoscopia, due storie in comune.

StereoscopioPartiamo dal principio, perché non esisterebbe realtà virtuale senza stereoscopia. Questa tecnica, già studiata da Leonardo Da Vinci e Euclide, ha quasi 100 anni. E Google lo sa bene visto che il suo visore economico “Google Cardboard” richiama la forma dei vecchi visori in legno venduti nell’800. Lo studio delle lenti, della luce e dei primi tentativi di imprimerla su un supporto, avevano prodotto risultati in diversi campi. Il meccanismo è molto semplice: si tratta di un “binocolino” dotato di lenti attraverso cui guardare una coppia di fotografie rendendo così possibile sperimentare l’illusione della profondità tridimensionale di un’immagine.
Ma per la realtà virtuale non era ancora giunto il momento della ribalta. Un altro oggetto stava attirando l’interesse della gente: la lanterna magica. Questa però è un’altra storia, quella della nascita del cinema.

Si ok, ma oggi?

Oggi ci sono gli smartphone, gioielli tecnologici alla portata di tutti. Il tempo è maturo per sperimentare l’impatto sul pubblico. Se oggi siamo qui a parlarne, è solo grazie agli studi fatti in questi anni, ed è ora di raccogliere i frutti di questi investimenti. Sono certo che vedremo una commercializzazione su larga scala di tanti nuovi visori e applicazioni nel corso del 2016.

Ma saranno costosi questi visori

Nintendo-Virtual-BoyCome per ogni nuova trovata c’è sempre molto scetticismo, parlandone con amici ho sentito le seguenti parole: “Fra 10 anni rideremo di quanto siamo ridicoli con questi affari in faccia”. E come dargli torto? Forse nessuno si ricorda che la Nintendo ci aveva provato anni fa.
Per ovviare a questo scetticismo Google ha avuto l’idea giusta: ha messo in vendita un visore talmente economico che non si può non volerlo provare, basta solo un telefono. Il fatto è che è di cartone, come può essere una cosa seria? Corro su Amazon ad acquistare un Google Cardboard.
Dopo l’assemblaggio del cartone scarico la demo, inserisco il mio Nexus 5, aggiusto la visuale e subito mi rendo conto delle infinite potenzialità di questo mezzo. Parte un filmato esplicativo, mi giro attorno e la visuale si sposta perfettamente. L’immersione è totale e oltretutto si può interagire con il telefono senza toccarlo grazie al pulsante magnetico sul lato del visore, sembra quasi magia. Per la prima volta mi trovo davanti ad una nuova tecnologia che non solo diventerà una moda, ma che ci regalerà molto prima di stancarci. E non parlo certo del Cardboard, ma del concetto stesso di visione immersiva a tutto tondo.
Negli ultimi anni ho visto nascere molte mode in ambito videomaking, basti pensare a quanto la camera GoPro ha influenzato il modo di guardare gli sport estremi, o a quanto belle siano le immagini catturate dall’alto di un drone. Tuttavia si tratta di tecnologie che esistevano già, rese alla portata di tutti. Le riprese aeree esistono da sempre, ma non penso che noleggiare un elicottero per filmare la passeggiata in montagna sia proprio alla portata di tutti.
Il concetto d’immagine a 360 gradi invece, è totalmente nuovo e inesplorato. Anche il metodo di ripresa è inedito: non esiste un davanti o dietro la camera, solo un “nascosto, oppure no”. Non si parla più di un riquadro rettangolare in 2D, ma di una sfera.
Se ancora non ha spopolato è perché nessuno ha ancora sfruttato a pieno le potenzialità di questa nuova tecnologia.

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Come funziona?

Il meccanismo è molto semplice: lo schermo orizzontale dello smartphone si divide in due, mostrando l’immagine separata per occhio destro e occhio sinistro. Ricordate la stereoscopia citata poco fa? Ecco, il cardboard/oculus/gear ne è la versione digitale. Le due immagini passano attraverso le due lenti semiconvesse e arrivano ai nostri occhi perfettamente a fuoco, riempiendo interamente lo spazio visivo. Certo bisogna prendere un po di confidenza con il mezzo e ricordarci che è pur sempre un pezzo di cartone. Considerando il costo contenuto (dai 6 ai 13 euro a seconda del modello), adattare il telefono e attaccarci qualche pezzo di scotch qui e lì non costituisce un problema.

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Cosa provare?

Personalmente ho iniziato con YouTube, dall’app Cardboard, si viene rimandati ad una playlist sempre aggiornata di video a 360°. Parto con il video degli squali, mi giro e me ne sbuca uno dritto in faccia. Il divertimento è solo all’inizio. Continuo con riprese a bordo di un ring, si può vedere il match e al tempo stesso guardare il pubblico. Mi spingo sui paesaggi con effetto stereoscopico, l’effetto di essere sul bordo di un burrone fa venire quasi le vertigini. Ora di riposare gli occhi. In un secondo sono di nuovo nella mia stanza, la sensazione di essere usciti di casa c’è.

Sì, e poi ti stanchi subito

tiny planet parisIl mio lavoro è il reparto video, dovrei essere “scafato”, eppure mi son gasato come un bambino che vede per la prima volta un film con gli occhialini in 3D e prova a toccare l’illusione. Mi sono sentito così quando ho aperto la galleria Photosphere. Nel mio smartphone è da sempre presente una funzione della fotocamera che permette di creare delle foto particolari, cosiddette “pianetini”.
Per ottenere questo risultato si devono fare un numero di foto tali da coprire tutto lo spazio intorno a se, pavimento compreso. Una sorta di scansione fotografica a 360 gradi. Ed ecco che grazie al Cardboard si entra di colpo all’interno di quel momento. Le proporzioni sono perfettamente realistiche e grazie a ciò rivivo tutte le foto scattate durante l’anno.

Bellissimo, ma non a tutti piacerà

Che piaccia o no, il 2016 sarà l’anno della realtà virtuale. E non dovremo aspettare molto prima di vedere qualcosa di veramente stupefacente, sfruttare questa tecnologia. Steam, ad esempio, ha dedicato una sezione intera ai giochi VR compatibili. Facebook e Youtube hanno già reso la possibilità di caricare e vedere video a 360° con o senza visore. Molte aziende stanno investendo in questo campo con le più disparate applicazioni possibili.
PS: Porn Hub ha già aperto la sezione VR (solo questo basta a comprovare che la realtà virtuale si svilupperà sempre più)

Alcune app che consiglio di provare:

Cardboard: L’app ufficiale di Google, contiene la demo, Street view in modalità aerea, galleria video e molto altro.

Fotocamera CardBoard: Fotocamera panoramica stereoscopica con tanto di registrazione sonora.
Titan of space: Una sorta di enciclopedia interattiva sul sistema solare. L’effetto è di essere nello spazio aperto.
VRSE: Video stereoscopici ripresi con le migliore tecnologie attualmente disponibili. E in posti spettacolari.

Tanto sappiamo tutti che finirà così:tinder vr

Posted on April 3, 2016 in Tech Review

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