Lido Roads 2015 #5 – Pioggia di film

Sabato, giornata delle prime piú attese: si è registrato il tutto esaurito per The danish girl di Tom Hooper, oltre all’ingresso in sala di L’attesa. Il mio programma purtroppo non ha compreso queste due proiezioni, per ragioni di tempo nonchè il fatto che sono due film che facilmente si potranno reperire in sala su tutto il territorio nazionale tra pochi mesi.

Stamattina ho assistito alla proiezione di due film americani degli anni 30 molto diversi tra loro: The trial of Vivienne Ware di Howard, avvincente giallo “trial”, appunto, animato da interessantissime transizioni e con una freschezza di linguaggio esilarante, e The power and the glory, sempre di Howard ma con uno stile piú tradizionale, se non per l’uso dei flashback in ordine non cronologico.

Successivamente, sempre per la Sezione Classici, abbiamo assistito alla proiezione di The boys from Fengkuei, esempio di storia di formazione di un gruppo di ragazzi scapestrati assolutamente decisi a fuggire da ogni responsabilitá. Con una fotografia calda e pastosa, il regista Hou Hsian-hsien dipinge degli scorci della Cina molto coinvolgenti, anche se il film risale al 1983. Il regista é inoltre membro della giuria del concorso di quest’anno.

La giornata é proseguita nella sezione Orizzonti, con due film che promettevano e hanno mantenuto diverse aspettative. Il primo è stato Childhood of a Leader, un finto-storico sull’infanzia di un futuro didattore della Seconda Guerra Mondiale. La storia virava in diversi punti all’onirico, quasi al satanico, con una fotografia cupa e inquitante, accompagnata da musiche magistralmente orchestrate. Questo in una escalation di tensione continua (in dati momenti il parallelo con i film di Hitchcock mi é sorto spontaneo). Il secondo invece é stato Krigen (A war) di Tobias Lindholm (regista che era stato ospitato alla nostra seconda edizione di Detour Film Festival e si era aggiudicato il Premio Miglior Film con il bellissimo A hijaking). Il film sull’occupazione dell’Afghanistan si sofferma su un processo tenuto al protagonista per aver dato un ordine errato e aver causato la morte di una decina di civili. Interessante perché, anche essendo una storia filo occidentale, si pone come una storia che parla della guerra e delle sue conseguenze a un livello piú universale, parlando della paura dei soldati insediati, di quelle della loro famiglia e di quelle dei governi che partecipano a queste operazioni.

L’ultimo film della giornata é stato un documentario indiano intitolato For the love of a man, che ci porta nel mondo irreale del fanatismo per un famoso attore locale, osannato con riti religiosi, offerte e prostrazioni. Interessante e ben fatto, ci ha catapultato in un mondo dove abbiamo perso tutte le coordinate della realtà.

Ieri ho scoperto un nuovo oggetto fondamentale per le proprie gite alla mostra del cinema, e cioé un ombrello. Per quanto assurdo, dato che il festival si tiene a fine estate, una forte pioggia capita a ogni edizione, e la mostra non è molto attrezzata per ospitare numerose persone al coperto.

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Posted on September 6, 2015 in Eventi, Festival

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