River Roads #1 – Cosa vuol dire far parte della giuria di un festival?

Stamattina a Padova si è tenuta la conferenza stampa del River Film Festival, evento cinematografico che si tiene a Porta Portello a Padova da nove anni, tra fine maggio e inizio giugno. Con l’occasione scrivo questo articolo, anche se lo penso da quasi un mese, da quando mi é stato proposto di far parte della giuria del festival.
Per me che studio cinema ormai da qualche anno mi è sembrata subito un’occasione da cogliere, per conoscere dei punti di vista su un festival diversi da quelli a cui sono abituata (lavorando in altri festival come spettatrice o come organizzatrice) e per capire come ci si approccia a elevate quantitá di film e come si lavora con altri giurati (cosa che mi ritroverò a fare alla Mostra del Cinema di Venezia questo settembre, per la sezione Restauri).

Il RFF propone una selezione di cortometraggi che quest’anno ammonta a 202 film, suddivisi in sezioni e proiettati nell’arco di quindici serate. La giuria di cui faccio parte si occuperá di cinque sezioni competitive, che sono i corti delle Scuole di Cinema, i Corti Italiani, i Corti Internazionali, i Documentari e le Animazioni. 103 lavori, della durata che va dai 5 minuti ai 30, per un totale di 21 ore e 56 minuti.

Quando ho accettato il compito il numero dei lavori non mi spaventava, anche perché vedere film è una passione e questo mare di opere non poteva che essere un’esaltante stimolo per il mio Io spettatore. Mentre scrivo ho visto 1/3 dei lavori che dovrò giudicare, e devo dire che il lavoro non è come me lo aspettavo.

Avevo giá stabilito una classifica di punti da 1 a 5 da dare a ogni film, dove 1 equivale a “assolutamente non accettabile” e 5 “papabile per la premiazione”, e mi apprestai con carta e penna a questo ruolo di selettore che ancora non avevo mai provato. Ho cominciato a vedere i film con tranquillità, leggerezza, facendomi suggestionare dal primo impatto. Ma già dopo i primi due film i dubbi cominciavano a salire e a intensificarsi fino a diventare un chiodo fisso. E se non avessi capito qualcosa? E se non conoscessi abbastanza la nazione di provenienza del corto da capire che magari ci sono dei significati profondi che io non colgo? Cosa devo valutare maggiormente, contenuto o tecnica? Forse dovrei conoscere la storia di questi registi, chi di loro è giovane, chi piú esperto? E gli altri giurati cosa staranno pensando di questo stesso lavoro?
Questo é un dubbio che tutt’ora governa la mia visione, dato che sono la piú giovane tra i giurati e avrò accanto delle autorità del settore, tra cui Heinz Hermanns, direttore del Festival del Cortometraggio Internazionale di Berlino. Penso che una giuria variegata con persone di tutte le età e vari tipi di esperienza sia una risorsa per il RFF, ma non posso fare a meno di sentirmi tesa verso questo confronto, un confronto che darà una definizione anche alle mie competenze e alla mia preparazione in fatto di cinema.

Sul blog di Elephant Road pubblicheró gli aggiornamenti sul festival dopo la chiusura di ogni sezione, da qui fino al 13 giugno, giorno in cui avverrá la premiazione del festival.

Per saperne di piú cliccate qui.

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Posted on May 25, 2015 in Festival, News Elephant Road

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