Torino Roads #10 – TFF32: I vincitori

Vincitori e Considerazioni finali del Torino Film Fest 2014

Si è chiusa la 32^ edizione del Torino Film Festival. L’evento ha riscosso notevole successo, riscontrando un 5% di incremento su vendite e abbonamenti e la soddisfazione generale del pubblico, nonostante alcuni problemi di gestione riconducibili alla mancanza delle sale del cinema Lux che lo scorso anno erano in uso per il festival.

Le premiazioni si sono tenute durante la cerimonia di chiusura del festival. La prima notizia veramente sensazionale è la consegna di ben 4 premi al penultimo film che ho visto, For some inexplicable reason di Gàbor Reisz: si è guadagnato il Premio Speciale della Giuria e il Premio del Pubblico, due premi che messi insieme eleggono il film a opera imperdibile, che può essere apprezzata a tutti i livelli. Il film infatti è il poetico racconto dell’affermazione nella societá di un trentenne nevrotico e sensibile, che non accetta l’idea di mettersi a lavorare (diversi l’hanno paragonato al giovane Woody Allen). Artistoide, sicuro delle sue convinzioni, patetico, Àron vive di giorno in giorno, senza progetti, ma animato da una ricerca, quella della felicità priva di costrizioni. Girato con poco, scritto con grande fantasia e animato da un perfetto attore protagonista, For some inexplicable reason è un film da non perdere.

Il Premio Miglior Film é stato invece assegnato a Mange tes mort di Jean-Charles Hue, con mia grande delusione: questo film non mi aveva entusiasmata, nè a livello narrativo nè a livello tecnico, eppure la giuria l’ha ritenuto degno del premio da 15.000 euro messo in palio dal festival.

Due menzioni speciali sono state date al film di Eleonora Danco, N-capace, una per il film ritenuto “una grande promessa per il futuro” e una specifica per i personaggi intervistati, entrambe meritate a mio parere.

La sorpresa piú grande é stata per il Premio per la Migliore Sceneggiatura assegnato a What we do in the shadows di Jemaine Clement e Taika Waititi, un film che ha rapito tutti ma che chiunque avrebbe avuto paura di premiare poichè era il film meno adatto per una competizione di alto livello. Un film comico con derive splatter e innumerevoli citazioni horror, chi si sarebbe mai arrischiato a puntare su di lui? I giovani neozelandesi invece hanno sfondato, meritandosi il premio per l’aspetto preponderante del loro lavoro, la costruzione di questo paradossale mokumentary sulla vita quiotidiana dei vampiri di Wellington.

I premi per la recitazione sono stati assegnati a due attori di Felix e Meira, rispettivamente Miglior Attore Luzer Twersky (nella parte del marito di Meira) e Miglior Attrice Hadas Yaron, ex aequo con l’attrice protagonista di The duke of Burgundy, Sidse Babett Knudsen, film che però non ho visto. Posso invece trovarmi d’accordo con la scelta dei primi due attori: pur non essendo un’esperta di recitazione penso che il loro lavoro sia stato esemplare, proprio perchè hanno emozionato il pubblico nonostante la storia da loro interpretata non fosse nulla di nuovo o mai sentito.

Posso dunque considerarmi d’accordo con le scelte dela giuria, tranne per la scelta del Miglior Film.

Per quel che riguarda i documentari il Premio Miglior Documentario Internazionale è andato a Endless escape, eternal retourn di Harutyun Khachatryan, la menzione Speciale a Snakeskin di Daniel Hui, il Premio Miglior Film ItalianaDoc a Rada di Alessandro Abba Legnazzo e la Menzione Speciale ItalianaDoc a 24 heures sur la place.

La sezione Italiana corti ha invece premiato Miglior Cortometraggio Panorama di Gianluca Abbate e dato il Premio Speciale della Giuria a Il mare di Giudo Nicolàs Zingari.

Mi spiace molto che la sezione Onde non avesse un suo concorso, che sarebbe utile per gratificare e rendere visibili i film più sperimentali presenti nel festival, così coms opera la sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia.

Non conoscendo ancora i meccanismi del festival, la sua storia e come si sarebbe espressa la giuria, ho pensato diverse volte che non sarei stata in grado di fare dei pronostici adeguati. In realtà poi non ne ho neanche potuti fare dato che mentre si stavano premiando i film io ancora ero in sala a vederne, ma sono stata comunque soddisfatta dei risultati. A parte il Miglior Film, tutti gli altri premiati del concorso Torino32 sono stati film che mi hanno colpita e che ricorderó per il futuro.

Sono venuta al festival di Torino per ampliare la mia conoscenza sui festival di cinema, e sicuramente mi è servito vedere come si struttura un evento giovane, ma che coinvolge tanta gente e ha così alti scopi. Sicuramente non è un festival privo di pecche e non sono certa di frequentarlo anche in futuro, ma è un progetto da tenere sott’occhio, da aiutare nella sua crescita, e che rende un grande servizio culturale al panorama cinematografico italiano.

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Posted on November 30, 2014 in Eventi, Festival

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