Torino Roads #8 – E il pubblico?

Settima giornata del Torino Film Festival.

Mancano solo due giorni alla fine del Torino Film Festival, c’è grande attesa per la cerimonia di premiazione di Sabato alle 20:00. Il TFF assegna sei premi nelle sezioni in concorso: Miglior Film, Premio della Giuria, Premio alla Miglior Attrice e al Miglior Attore, Premio alla Migliore Sceneggiatura e un ultimo, il Premio del Pubblico, che ha delle interessanti modalità di assegnazione. All’ingresso di ogni proiezione in concorso lo spettatore riceve un cartoncino colorato – a ogni film è assegnato un colore diverso – a fine proiezione lo spettatore può decidere se riconsegnare o meno il cartoncino, la riconsegna conta come voto a favore, viceversa si esprime un’astensione non considerata nello scrutinio finale. Questo metodo ha il vantaggio di essere rapido, intuitivo e soprattutto economico, ma risulta lacunoso se la riconsegna diventa un gesto istintivo per disfarsi di carta straccia. La valutazione del reale interesse del pubblico è dunque influenzata da un sistema fin troppo semplicistico. Molti festival si stanno dotando di sistemi per scrutinare l’opinione del pubblico, ma per i più grossi, che riuniscono un elevato numero di partecipanti, diventa difficoltoso trovare un sistema valido. Per esempio, al Detour Festival del Cinema di Viaggio di Padova, il voto del pubblico viene valutato tramite una scheda di valutazione da 1 a 5 punti, in questo caso lo spettatore ha bisogno di una penna e uno spazio dedicato per compilare, il ché diventa difficile quando migliaia di persone escono contemporaneamente da più sale. Per il peso e il ruolo che l’opinione del pubblico detiene, nel mercato e nella storia del cinema, essa meriterebbe un’attenzione più meticolosa da parte di un festival.

Oggi ho visionato altri due film in concorso, Felix e Meira di Maxime Giroux e Frastuono di Davide Maldi, secondo film italiano in lizza insieme a N-capace. Tra i due sicuramente quest’ultimo è il più originale ed accattivante. Frastuono è un opera prima sulla linea che divide documentario e fiction. Segue le vicende di due ragazzini di Pistoia alle prese con la crescita e il desiderio di raccontarsi con la musica, una ricerca espressiva simile a N-capace – adolescenza, crescita, affermazione di se – ma affrontata molto diversamente. Il livello di coinvolgimento è nettamente inferiore, pur essendo un lavoro molto poetico. Una nota di merito va a Frastuono per l’utilizzo attento del suono, ma tra i due italiani voterei N-capace.

Felix e Meira invece è un film canadese che racconta l’incontro di vite distanti: Felix è francofono, uno scettico reduce dalla morte del padre, con cui non aveva mai avuto un buon rapporto. Meira è ebrea, di origine tedesca, sposa infelice di un ebreo ortodosso ma con il sogno di indossare jeans, ascoltare musica dance e disegnare. Cosa li unisce? Un incontro casuale e il bisogno di lasciarsi andare, un film d’amore toccante e adulto dai personaggi concreti e ricchi di sfumature, un film da premiare se non fosse che il livello tecnico è molto convenzionale.

Domani sarà il giorno della selezione Italiana Corti, ultima tappa di una serie di cortometraggi che ho visto ma di cui non abbiamo ancora parlato. A prestissimo dunque con i cortometraggi e i vincitori del Torino Film Festival 2014.

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Posted on November 28, 2014 in Eventi, Festival

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