Torino Roads #6 – Parliamo della sigla

Sin dal primo giorno di festival sono stata intrigata dalla sigla di presentazione che precede tutte le proiezioni: una melodia di fisarmonica accompagna un simbolo, una lampadina, attraverso numerose citazioni cinematografiche. Compaiono film come Psyco e Notorius di Alfred Hitchcock, passando per Nosferatu, Metropolis e Via col Vento. La prima cosa che ho pensato vedendola è stata: perchè un festival nato, e tutt’ora promosso, come un omaggio al nuovo, all’innovazione, alla sperimentazione, contiene nella sigla alcuni dei più famosi classici della storia del cinema? Perchè non viene citato piuttosto David Lynch, o Quentin Tarantino, o anche solo un autore della Nouvelle Vague? Sottolinea le profonde radici che bisogna conoscere per apprezzare i film più recenti? O si tratta di citare semplicemente film visti veramente da tutti?

Nell’attesa di risolvere questi dubbi ho proseguito il mio programma di proiezioni: oggi ho sfondato la soglia dei 20 film, ma più proseguo più divento selettiva.

Ore 12.00, Cold in July di Jim Mickle (omaggio all’autore di quest’anno). Non avevo mai visto un suo film e questo l’ho trovato particolarmente valido: un thriller che coinvolge un brav’uomo di famiglia e un criminale incallito in una serie di vicende, sulle quali si sposta mano a mano il focus del film, in maniera così efficace da farle apparire distantissime le une dalle altre.

Ore 15.00, La crezione di significato di Simone Casanova, documentario che segue la vita nell’alta Versiglia di Pacifico, un anziano signore che sta vendendo i suoi terreni a un giovane tedesco venuto a vivere in Italia. L’incontro a i due permette a Pacifico di parlare dei partigiani che hanno vissuto gli appennini, della crisi economica che sta colpendo l’Italia e delle differenze con gli altri paesi. Un documentario classico che riesce però a parlare di numerose tematiche, tutte attuali, sullo sfondo della Toscana.

Ore 19.45, Yeti di Abhijit Mazumdar, un film affascinante ma complesso: si intrecianno, senza differenziazioni, la storia di una troupe e quella del film che sta girando. Caratteristica principale sono le molte inquadrature statiche che lasciano agire solo l’attore al loro interno, intensificando il dubbio “è reale oppure no?”.

Di tutti questi film nessuno partecipa al concorso Torino 32, del quale al momento ho visionato tre titoli. Nei prossimi giorni cominceranno ad affiorare i primi rumors sui possibili vincitori, compresi quelli di Elephant Road.

In precedenza

Torino Roads #1 – Siamo Pronti

Torino Roads #2 – TFF vs. Venezia?

Torino Roads #3 – Esperimenti, conferme e sorprese

Torino Roads #4 – Woody Allen in anteprima

Torino Roads #5 – Tra estetica ed horror

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Posted on November 26, 2014 in Eventi, Festival

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