Lido Roads #9 – In dirittura d’arrivo

71 festival venezia

Meno tre giorni alla serata delle premiazioni della Mostra del Cinema di Venezia, e il tempo sta accellerando. Più film, più ospiti, più rumors, ora che è stata visionata una buona parte dei film del concorso. Si prospettano giorni sempre più intensi, con l’avvicinarsi dell’ultima grande sera.

Stamani mi sono mossa già alle 8.30 per il primo film, nel tentativo di ottimizzare i tempi e vedere il più possibile. Ho cominciato con Nobi (Fires on the plain), straziante racconto della paura e del senso di smarrimento provato dai soldati giapponesi in Cina durante l’ultimo periodo della Seconda Guerra Mondale. Adattato, diretto e interpretato da Shinya Tsukamoto, il film segue il percorso dello sfortunato soldato semplice Tamura, vessato sin dalle prime scene dal comandate perché affetto da tubercolosi e spinto in un disperato viaggio attraverso la foresta tra esplosioni, drappelli di fortuna ed episodi di cannibalismo. La foresta ci impedisce di capire dove siamo, dove stiamo andando, e ci nasconde alla vista il nemico, favorendolo spaesamento allucinato di Tamura. Sangue, urla, occhi che vagano frenetici per tenere d’occhio ora la minaccia e ora il cibo di cui impadronirsi, in un clima di costante tensione, resa impeccabilmente da Tsukamoto nei panni del protagonista.

Successivamente ho visto Đâp cánh giū’a không trung (Flapping in the middle of nowhere), film vietnamita dell’esordiente Nguyēn Hoàng Điêp, che ruota intorno a una giovane donna e alla sua decisione di abortire la gravidanza indesiderata. A fianco a lei il suo ragazzo decide di ricavare i soldi per l’operazione dalla lotta clandestina tra galli e il migliore amico travestito la spinge a prostituirsi per lo stesso motivo. In questo caotico panorama di spinte e proposte la giovane resta comunque ferma, pur nella serie di incertezze e ripensamenti che si trova di fronte. Un film forte sull’indole umana, che sfreccia come un treno tra le mura dei palazzi della cittadina vietnamita.

Il film che mi ha maggiormente colpito é stato peró Hwajang (Revivre) di Im Kwon-taek, che ha proposto un film poetico e al tempo stesso riflettente sui più profondi istinti umani. Un uomo d’affari si ritrova diviso tra l’amore sincero per la moglie malata e vicina alla morte e l’affetto rispettoso verso una giovane impiegata che contraccambia il suo interesse: si trova diviso tra due amori diversi, che promettono differenti eventi e sensazioni, ma che lui vive con pari rispetto e devozione. Non abbandona la moglie, anzi gli si stringe come nessun’altro, pur nella pena che la sua condizione comporta, e al tempo stesso da tutto se stesso per il bene di questa giovane, su cui fantastica ma che non arriva ad asservire al suo desiderio carnale. È come una fusione del sacro e del profano, che diviente possibile anche grazie alle sequenze che si susseguono scorporate dall’ordine cronologico degli avvenimenti, che permette di misurare i due amori come elementi infiniti, slegati dalla morte o dalla distanza, entrambi che vanno a comporre una parte di lui.

Italy in a day, esperimento di Gabriele Salvatores, raccoglie una selezione dei 2.200 video amatoriali che gli furono mandati nella giornata del 26 ottobre 2013, quando lanció questo concorso per realizzare, entrando nella nostra quotidianità, filmati da italiani qualsiasi: un unico grande film che raccontasse il nostro paese. Personalmente sono rimasta molto colpita, nonchè commossa da certe scene, ma penso ci sia ancora molto da scoprire di questo film e spero di poterne riparlare prossimamente con più informazioni quando l’impatto emotivo che mi ha suscitato sará assorbito.

Ultimo é stato Metamorphoses di Christophe Honoré, una speciale rivisitazione del testo di Ovidio, in cui dei e semidei vivono le storie della mitologia nella Terra dei giorni nostri, passando attraverso ospedali, supermercati e spazi naturali. Tutti i personaggi de Le Metamorfosi sono qui rivisitati in maniera vivace e inattesa: Europa è una studentessa che marina la scuola, Giunone una donna bellissima ma vestita da contadina, Bacco con camicia hawaiana e gilè che minaccia con la pistola le donne perché vengano con lui, e avanti con Giove, Mercurio, Tiresia, Orfeo, Narciso, le Baccanti. Un omaggio fedele, sorprendente e che fa sorridere.

Scritto da Arianna Vietina

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Posted on September 4, 2014 in Eventi, Festival

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