Lido Roads #7 – Nymphomaniac shock!

 Uno dei film più discussi di quest’anno è stato il protagonista di questa sesta giornata di festival, smuovendo numerosi spettatori nonostante il clima piovoso e gelido.

Nymphomaniac di Lars Von Trier è stato presentato al pubblico ieri, in long version director’s cut, un evento tra i più attesi del festival. Sono sbarcati al lido Uma Thurman, Stellan Skarsgard e Charlotte Gainsburg, ma Von Trier non si è presentato, a dispetto delle aspettative. Ha avuto peró la brillante idea di partecipare alla conferenza stampa via skype, inaugurando un nuovo, buffo modo per interagire con il festival senza spostarsi dalla Danimarca (dinamica che ho giá conosciuto positivamente nell’esperienza del ben piú piccolo Euganea Film Festival).

Io avevo già visto il film, diviso in due parti per la distribuzione internazionale, censurato e doppiato. Già allora aveva suscitato in me una profonda curiosità e mi aveva dato diversi spunti di riflessione, dopo un iniziale senso di shock. E mi sono resa conto, dopo la visione di ieri, che questa esperienza è condivisa con gli altri spettatori, tant’è che sono rimasta per le successive due ore a discuterne.

Oltre la facciata di film shock, di promozione politicamente scorretta del film, al di là dell’iniziale imbarazzo che provoca in chi entra in sala in silenzio, quasi con la paura di essere visto ad assistere a uno spettacolo così, questo film è, per me, un forte esperimento di analisi e di autocritica. Ci sono migliaia di spunti su cui lavorare e procederó come abbiamo stabilito insieme io e i miei colleghi dell’universitá ieri: livello della storia, livello della realizzazione, livello umano del regista.

nymphomaniac volume 2

La storia della ninfomane Joe, dall’infanzia fino ai cinquant’anni, è un romanzo di formazione con una forte morale, costellato dai continui interventi di Seligman che cerca di dare un’interpretazione poetica delle sue vicende contribuendo con nozioni di storia, religione, musica e altro. Una storia che dice molto del regista, delle sue ispirazioni culturali, della sua tecnica e anche delle sue aspirazioni. Il film non parla solo della sessualità femminile, ma della sessualità nella sua concezione più ampia, completa e controversa, ed è anche per questo che tutti i riferimenti introdotti da Seligman non sono digressioni.

A livello registico Von Trier, al contrario dei suoi precedenti film, tende a esplicitare ogni avvenimento e ogni connessione, lanciando provocazioni e al tempo stesso spiegando ogni singolo istante del film. A mio parere questo può essere spiegato entrando nel terzo livello, la sua personalità. Von Trier è un autore molto discusso, seguito da un pubblico di appassionati i quali però non sempre accetta i suoi colpi di testa, e per questo credo abbia voluto in questo film essere esplicito, “anatomico” in tutti gli aspetti del film. Potrei andare avanti ancora a lungo con le analisi, perchè secondo me è un terreno fertile per le riflessioni, anche piú ampiamente sul cinema odierno. Sicuramente posso dire che è un film da vedere approfonditamente, ed è un film su cui rifletterò e scriverò ancora in futuro.

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Posted on September 2, 2014 in Eventi, Festival

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